Come nel peggiore dei Talk Show

Immaginatevi una di quelle noiose trasmissioni televisive d’approfondimento politico.

Un conduttore arcigno e fazioso, più professore che moderatore. Poi ci sono gli ospiti, divisi fra relatori della maggioranza e della minoranza, facciamo dieci da una parte e cinque dall’altra, numeri così, a caso. Alla destra dei vostri teleschermi la squadra più numerosa, c’è quello che sbuffa e che non vede l’ora che tutto finisca perché presto possa tornare alla sua partita a carte, c’è quello con lo sguardo stupito, spaesato, di chi non ha ancora capito dove si trova, non manca il “lettore” che non prende mai parola se non per leggere apaticamente appunti scritti da chissà chi, c’è il sofista, l’impressione è che sia spesso nel torto, ma è un abile ed esperto mistificatore, c’è la macchietta con lo spot fisso, non argomenta mai le sue tesi ma sbraita il solito tormentone “l’ospedale, abbiamo preso l’ospedale!”. Dall’altra parte la minoranza che lavora ostinatamente per portare proposte valide, che studia l’azione della squadra avversaria e minuziosamente ne critica le fragili fondamenta e le pericolose conseguenze.

C’è un’audience scarsa e annoiata, stufa di vedere il solito muro di gomma contro cui rimbalzano parole, critiche e spunti, stanca del conflitto costante, urlato, infruttuoso.

C’è l’amarezza di chi lavora per poi vedersi ridere in faccia e si accorge che in fondo va bene a tutti così perché il dialogo è difficile e costa fatica.

Come dite? Vi sembra che stia descrivendo una seduta media del consiglio comunale a Soncino? Ma non ditelo neppure per scherzo, il conduttore, pardon, il presidente del consiglio potrebbe offendersi.

Articoli Correlati:

  • Nessun articolo correlato

Un commento a “Come nel peggiore dei Talk Show”

  1. Ilie scrive:

    beh diciamo che rispecchia la situazione politica a livello nazionale…